La divisione in tifoserie che si sta vivendo negli ultimi tempi in Italia pone una riflessione sulla reale utilità per il popolo Italiano ed Europeo.

Siamo sicuri che i populisti stiano facendo effettivamente il bene del popolo? Basta pompare l’assistenzialismo a debito – leggi quota 100 e Reddito di Cittadinanza – se poi si creano divisioni tra i paesi membri dell’Unione e addirittura tra Italiani? I problemi degli Italiani derivano in così larga parte dai migranti? A chi conviene questa spaccatura Italo-Europea?

Senza voler gridare al complotto, mi sono spinto in considerazioni personali traendo conclusioni che potrete considerare di parte. Non nascondo infatti di essere di parte e di non avere una grande considerazione del modello Leghista e Berlusconiano da che questi esistono, pur non avendo mai votato a sinistra. Neppure a centro-sinistra per essere chiari. Riguardo il M5S (quello si che l’ho votato in piu occasioni) dove ho anche militato attivamente, posso solo dire che la mia fiducia è definitivamente evaporata il giorno stesso dell’alleanza – possono chiamarla come vogliono – con Salvini. Era già profondamente minata dalla mancanza di democrazia interna e di vere assemblee degli iscritti ai vari livelli per contribuire a costituire la linea. Anche semplicemente per conoscersi, ma il compromesso con la Lega è stato la parola fine.

Fatte le presentazioni passiamo alle considerazioni sugli interrogativi che ho riportato in apertura. In primis quota 100 e Reddito di Cittadinanza. Di per se due provvedimenti che così come erano stati presentati non potevano non essere condivisibili e, riguardo Salvini, chiaramente di sinistra. Naturalmente nessuno a sinistra ci aveva mai pensato, in realtà sembra che da qualche hanno nessuno a sinistra pensi alcunché. Però non ho mai creduto si potessero realizzare in quei termini per via delle coperture. Tanto meno apparivano realizzabili dallo stesso governo nella stessa manovra. Infatti quota 100 non è quota cento, nel senso che in campagna elettorale era chiaro che il requisito sarebbe stato uno: la somma tra età anagrafica e contributiva doveva essere 100. Oggi sappiamo che non è così, complimenti per l’impegno e per il risultato parziale ma è un altra cosa. Anche il Reddito di Cittadinanza non è esattamente quello che era stato preventivato e cioè essere disoccupati e sotto la soglia di povertà (circa 9800 euro di ISEE). Oggi sappiamo che sono stati frapposti diversi paletti a questa semplice spiegazione portata in campagna elettorale. Quello più grande è la casa di proprietà, che risulta di proprietà anche se si paga un mutuo. Vanno comunque fatti i complimenti alle buone intenzioni e riconosciuto che i meccanismi, rispetto a quota 100, sono molto più complessi e articolati. Così tanto che, in assenza di veri statisti al Governo, si arriverà probabilmente ad un pasticcio di proporzioni bibliche. Il problema grosso che pongo su i due provvedimenti, oltre al fatto che sono nati già in forma ridotta, è che siano fatti a deficit. Si perché un conto sono gli investimenti a debito che, come dice la parola stessa, sono costi che prospettano un ritorno economico a copertura del debito, un altro sono le spese pensionistiche e di welfare le quali al di là dell’irpef e dell’IVA (qui si aprirebbe un altro capitolo) che vanno a generare sono spese senza un effettivo – e completo – ritorno già in fase di preventivo. Provate a pensare: a casa vostra, non potendovi permettere la TV satellitare, andreste ad accendere un finanziamento per pagare un abbonamento? l’impostazione non regge in partenza. Neppure se viene promesso un ritorno dell’80-90% dopo un anno, perché si dovrebbero comunque pagare gli interessi sul finanziamento e il 10-20% che non tornerà indietro e se i soldi non ci sono non ci sono. Diverso è se si intende fare un finanziamento per installare dei pannelli fotovoltaici o per lavori di efficientamento energetico. In qual caso si tratta di investimento.

Passiamo al secondo punto, i migranti. Abbiamo enormi problemi con il lavoro (che i clandestini non possono rubare), servono infrastrutture, carceri, molte scuole cadono a pezzi, la sanità ha i finanziamenti al minimo tanto che ha bisogno di personale ma non può assumerlo, carenze nelle forze dell’ordine, serve riformare la giustizia per avere la certezza della pena in tempi ragionevoli, abbiamo una pressione fiscale elevatissima come il debito pubblico, le politiche ambientali ed energetiche semplicemente non esistono o non c’è uniformità e coordinamento a livello Nazionale, trasporti pubblici, fuga di cervelli, fuga delle attività produttive. Ma il principale problema principale, che sta impegnando molte energie sono i migranti?! Attenzione non dico che l’immigrazione incontrollata non sia un problema, il problema sta nell’incapacità a gestire il fenomeno e la gestione non può essere monopolizzare l’attività di Governo su ogni singola imbarcazione che riesce ad uscire dalla zona SAR Libica.

Ma il tema migranti ha comunque un indubbio valore politico-mediatico e introduce perfettamente al tema centrale del pensiero. Si tratta di un argomento estremamente divisivo. Come la si giri è un susseguirsi di noi e loro. Noi Italiani, loro immigrati. Noi patrioti, loro buonisti. Noi umani, loro razzisti. Noi paghiamo le tasse, loro vivono sulle nostre spalle. Si tratta della palla perfetta da mettere al centro campo dello stadio gremito dalle due tifoserie avversarie. Lo schema perfetto nel sistema Italia che tiene gli occhi dei milioni di tifosi fissi fissi sulla palla. Pronti a esultare e denigrare l’avversario con i peggiori epiteti.

Questa divisione in tifoserie fa molto comodo a chi cavalca l’onda populista. Dividi et impera. E questa onda si allarga negli altri paesi europei come in Francia dove, mi spiace per i populisti Italiani, ma il movimento non solo è ben più grande del 60% giallo-verde, ma è anti-governativo. In Italia il binomio populista-sovranista si trova al Governo e sta portando non solo ad una divisione interna al paese, ma ad un allontanamento del paese rispetto al resto della UE. E come l’Italia anche altri paesi mostrano segni di insofferenza verso l’unione. Ma sopra questa divisione ci sono altri soggetti che possono giovarne. Si perché una Europa divisa ha sicuramente un “potere contrattuale” globale inferiore di una Europa unita e compatta. Chi potrebbe giovare di una Europa divisa? Indubbiamente le grandi potenze mondiali che si ritrovano un concorrente, una controparte, pesantemente indebolita dalle divisioni interne di matrice sovranista. Per questo i populisti non stanno facendo il bene del popolo Italiano ed Europeo e per questo serve ripartire superando al più presto questa parentesi che comunque avrà una sua utilità storica nel far rendere conto al popolo Italiano ed Europeo quanto fallimentari siano le politiche divisive e il sovranismo è l’idea più divisiva possa esistere oggi.

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