Questione di coraggio

Il coraggio di esprimere il proprio pensiero in tempo di social è una questione che assume sempre più rilevanza. Un atto di civiltà che bisogna considerare seriamente se si vuole fermare la deriva verso l’odio e il tentativo di annientamento della critica e del dissenso cui si assiste tristemente.

Il metodo è lo stesso dei tempi del fascismo in chiave 2.0. Il capobastone accende la miccia con un post ed immediatamente i camerati danno sfogo al peggio che ci si possa attendere da un popolo – quello Italiano – che fino ad oggi era riconosciuto come civile, tollerante, solidale. Italiani brava gente dicevano. Continua a leggere “Questione di coraggio”

Il paradosso nazionalistico

Esportiamo laureati, importiamo disperati e facciamo di tutto per metterli nella condizione di non avere più nulla da perdere.

Sono in costruzione le fondamenta del paradosso nanazionalisitco. Abbiamo una quantità elevata di immigrati. I numeri di Salvini parlano di 500.000 immigrati irregolari che sarebbero stati rimpatriati in tempo record (secondo lo slogan) salvo poi conoscere la realtà e rendersi conto che rimpatriare clandestini non è così immediato come scrivere un post su Facebook. Continua a leggere “Il paradosso nazionalistico”

La celebrazione continua dell’ordinaria amministrazione

In arrivo il ritiro della patente per uso del cellulare alla guida

Esistono pseudo-autovelox che rilevano se stai parlando al telefono e/o se guidi senza cintura. Esiste il CdS (art. 173) che punisce con la multa fino a 647 € e sospensione della patente da 1 a 3 mesi se l’infrazione viene commessa 2 volte in 2 anni. Esistono anche i sistemi di frenata passiva per i camion che potrebbero essere resi obbligatori per le dangerous goods. Va molto bene inasprire la norma sul telefono alla guida.

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