Il paradosso nazionalistico

Esportiamo laureati, importiamo disperati e facciamo di tutto per metterli nella condizione di non avere più nulla da perdere.

Sono in costruzione le fondamenta del paradosso nanazionalisitco. Abbiamo una quantità elevata di immigrati. I numeri di Salvini parlano di 500.000 immigrati irregolari che sarebbero stati rimpatriati in tempo record (secondo lo slogan) salvo poi conoscere la realtà e rendersi conto che rimpatriare clandestini non è così immediato come scrivere un post su Facebook. Continua a leggere “Il paradosso nazionalistico”

Perché Di Maio è Di Maio.

Non voglio difendere Di Maio. Infatti non lo farò. Poco fa su Carta Bianca (RAI 3 – Bianca Berlinguer ndr) nel suo discorso sull’accordo ILVA fa presente di essersi trovato con le mani legate da appalti e contratti già firmati e quindi di non aver potuto dare via al progetto di riquelificazione così come previsto. In pratica la stessa situazione in cui si trovò Federico Pizzarotti nel 2012 con l’inceneritore ma con una sostanziale differenza. Pizzarotti fu linciato da subito dall’interno (come dimenticare l’attacco nottetempo di Bugani dal blog) mentre Di Maio già giustificato sulla fiducia da LAGGENTE continuerà ad essere osannato e le sue gesta rimarranno a futura memoria (tranne a Taranto ovviamente).